Dott.ssa Federica Cevenini

Fisioterapista - Terapista Manuale Osteopatica Neonatale e Pediatrica

"Il fiore che sboccia nelle avversità

è il più raro e prezioso di tutti"

 

Equilibaby nasce come volontà di offrire un servizio completo di Fisioterapia e Terapia Manuale rivolto alle problematiche neonati e pediatriche.

Nel neonato la terapia manuale può essere utile in problematiche conseguenti a un malposizionamento fetale, a varie tipologie di parto - cesareo, podalico e in generale come controllo post-natale. Anche nel caso di fastidi fisiologici nel neonato, come reflusso, coliche e stipsi, è utile per dare sollievo al bebè ed attenuare i sintomi. Può essere usata anche per aiutare il rilassamento in neonati con difficoltà nell'addormentamento. 

Nel bambino più grande si presentano disturbi di altra natura, rinofaringiti e otiti ricorrenti o problematiche di tipo ortopedico. La terapia manuale lavora sul terreno su cui si sviluppano le problematiche del rinofaringe e dell'orecchio, favorendo l'apertura e il drenaggio dei seni in cui tende ad accumularsi il muco. 

Il bambino è una creatura differente dall'adulto e non è un adulto in miniatura, quindi necessita di un approccio differente e di un trattamento su misura, nel rispetto dei suoi tempi e della sua naturale evoluzione. 

Proprio per questo motivo, su idea della Dott.ssa Federica Cevenini, nasce Equilibaby, servizio rivolto esclusivamente al neonato e al bambino in età pediatrica.

La Dott.ssa Federica Cevenini si è laureata in Fisioterapia presso l’Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, nel 2006.

Ha lavorato come Fisioterapista presso l’Ospedale Privato Accreditato Villa Bellombra Spa dal 2007 al 2016, dove ha svolto interventi di rieducazione motoria, all’interno del TEAM riabilitativo, post-intervento di artroprotesi d’anca, ginocchio, problemi ortopedici, recupero post ischemia ed emorragia, sclerosi multipla e patologie neurologiche. 

Nel 2008 ha conseguito il diploma di 1° livello di Natural Healing - REIKI. 

Nello stesso anno ha frequentato il corso Bobath - per la rieducazione neuromotoria.

Nel 2017 ha terminato il percorso di studi in TERAPIA MANUALE NEONATALE E PEDIATRICA con il Professor Robert Nicault.

Oggi si occupa di Rieducazione Manuale Neonatale e Pediatrica presso lo studio Equilibra.

Equilibaby di Federica Cevenini

P.IVA: 03646011209

 
 

La Terapia Manuale osteopatica è tuttora poco utilizzata presso i piccolissimi, nonostante siano numerosi ormai gli studi che dimostrano quanto un intervento tempestivo del fisioterapista sia importante nel riequilibrare le strutture e ripristinare una corretta funzionalità dell’organismo anche nel neonato.

L’intervento del Terapista viene sempre più considerato come un atto di prevenzione di disturbi futuri, il neonato viene valutato dal punto di vista motorio e funzionale, vengono corretti eventuali disturbi dovuti al parto o alla postura dell’ultimo mese nella pancia della mamma. 

Infatti il bambino, ormai quasi pronto alla nascita, si trova rannicchiato, a volte in posizioni che possono dare come conseguenza nel periodo neonatale, un torcicollo o una deviazione preferenziale del capo. 

Allo stesso modo, l’accomodamento delle ossa craniche durante il parto, che di solito si risolve nelle ore seguenti attraverso i movimenti di suzione e il pianto del bambino, può dare seguito a disfunzioni. In parole semplici le diverse ossa del cranio del neonato non scivolano completamento al loro posto, quindi un emilato diventa differente dall’altro. Il problema non è solo estetico (un’orbita più chiusa dell’altra o il naso deviato), diventa funzionale per quel che riguarda raffreddori ricorrenti o otiti ricorrenti, ad esempio.

Il Terapista Manuale può alleviare questi sintomi e lavorare sul terreno su cui si sviluppano e sulle fasce del corpo che mantengono il problema.

Allo stesso modo si può affrontare il tema della nascita podalica, in cui va valutato un eventuale squilibrio del bacino e della colonna vertebrale. 

Il Terapista utilizza tecniche dolci in casi di parto difficile, per aiutare il neonato a risolvere i conseguenti disturbi e aiuta le strutture per una crescita equilibrata.

Interviene anche in caso di Reflusso Gastro-Esofageo, sintomo fisiologico nel neonato, che a volte può creare però problemi di fastidio e pianto quando diventa importante.

Ci si rivolge al Terapista Manuale Osteopatico anche per aiutare il bambino a liberarsi dalle coliche gassose, colpevoli di numerose notti insonni e aiuta il transito intestinale del bambino in caso di stipsi.

Contatto

Viale 2 Giugno, 60
Ozzano dell'Emilia - BO
fedeceve@gmail.com
Tel. 3391730710
 
 

QUALI SONO I NEONATI CHE NECESSITANO DI UN AIUTO MANUALE?

In generale tutti i neonati hanno subito il trauma del passaggio attraverso il canale uterino e l’accomodamento delle ossa craniche, nonché la torsione in uscita. 

Tutti i neonati sono stati, soprattutto l’ultimo mese di gravidanza, in posizioni anomale o comunque rannicchiati all’interno dell’utero. 

E’ quindi consigliabile a tutti i nuovi nati un controllo fisioterapico dopo il primo mese di vita, per correggere in maniera dolce eventuali problemi conseguenti al parto o alla posizione in utero. 

In particolare, quando siamo di fronte a situazioni di questo tipo:

 

  • Bambino grosso (rischio di atteggiamenti viziati già in utero)

  • Parto problematico 

  • Espulsione di fronte, di bregma, trasversale (plagiocefalia, torcicollo, etc.)

  • Bambino podalico (problemi del bacino)

  • Uso di strumenti (forcipe, ventosa)

  • Lunga durata del parto (eccessive sollecitazioni)

  • Parto gemellare 

  • Cesareo

 

Il termine plagiocefalia dal greco “Plagios” (obliquo) e “Kephalè” (cranio), indica una forma anomala o una deformità del cranio del neonato, la cui testa sembra appunto obliqua può essere anche definita “testa a parallelogramma”. 

Il cranio del bambino è composto da numerose suture ed è diviso in tante ossa non ancora saldate tra loro e questo gli da la possibilità di essere molto malleabile e di produrre l’accomodamento per passare attraverso il canale vaginale.

Le sollecitazioni subite dal cranio sono di notevole intensità e spesso di lunga durata, di solito le impattazioni e le sovrapposizioni tra due ossa che ne seguono regrediscono nel giro delle prime 24 ore. 

Se così non è la terapia manuale viene in aiuto alla naturale evoluzione, attraverso movimenti dolci e in armonia con il neonato, accompagna il ritorno alla posizione fisiologica.

Altro tipo di plagiocefalia è quella posizionale, dovuta al ripetuto posizionamento del bambino in posizione supina o a una postura sbagliata in braccio o mentre viene allattato. 

In questo tipo di disturbo è importante che la posizione ripetuta venga modificata quindi il terapista abbina le tecniche manuali a consigli ai genitori che così possono continuare anche a casa.

E’ molto importante un intervento precoce - ideale sarebbe entro il 5° mese di vita.

La plagiocefalia è sempre stato considerato solo un problema estetico, ma recenti studi hanno dimostrato che lo schiacciamento di un emivolto o di una zona del cranio può associarsi a disturbi organici quali ad esempio, nel caso di interessamento dell’osso temporale, otiti o rinofaringiti causate da un drenaggio inefficace dal lato compresso, in alcuni casi di problematiche della cerniera sfeno-occipitale, i bambini hanno dimostrato un ritardo nell’acquisizione delle competenze motorie o un eccessivo ‘impaccio’ nei movimenti, in alcune impattazioni frontali il bambino crescendo ha espresso comportamenti di tipo aggressivo o non in sintonia con la situazione. 

 
Plagiocefalia da parto e posturale
Disallineamento delle ossa craniche

Mancata orizzontalità dello sguardo, che porta ad un compenso cervicale e quindi della colonna vertebrale. Futura scoliosi

Drenaggio inefficace dei seni dalla parte dello schiacciamento. 

Bambini con rinofaringiti continue e persistenti, otiti ricorrenti.

E’ caratterizzato da una posizione anomala di testa e collo, si manifesta con inclinazione laterale e rotazione dal lato opposto, accompagnato o meno da plagiocefalia e a volte da una asimmetria del viso. 

Torcicollo Posturale Congenito (20%)

Dovuto al parto o alla posizione in utero, in realtà è più frequente ma viene spesso non riconosciuto o sottovalutato.

Non è accompagnato da contrattura muscolare, se è antenatale è associato anche a plagiocefalia.

Sintomi accessori: RGE, pianti, coliche, disturbi del sonno. 

Torcicollo Muscolare o Posturale (80%) 

Dovuto a una retrazione del muscolo SCOM, il quale porta la testa a inclinarsi da un lato e ruotare dall'altro. E' antenatale e non dovuto al parto.

Di solito coinvolge le vertebre cervicali superiori, ma può essere anche relativo a quelle inferiori in caso di frattura di clavicola.

Lo sviluppo della mastoide si completa lentamente nel tempo dopo la nascita, stimolata dalla contrazione corretta dello SCOM. Per questo motivo è importante che il muscolo abbia una corretta tensione e non ve ne sia uno più retratto dell’altro.

Il Torcicollo Muscolare può essere associato a plagiocefalia e da un’asimmetria facciale di origine scoliotica per coinvolgimento dei muscoli digastrico, splenio della testa e trapezio.

Nel bambino può essere presente un lato preferenziale anche in assenza torcicollo.

Di solito viene riferito dai genitori che il bambino sia in posizione supina che prona, tende a mantenere il capo voltato da un solo lato. 

 

Il trattamento manuale avviene attraverso:

  • Mobilizzazioni dolci e progressive nel senso correttore appena il bambino ha un buon tono muscolare cervicale. 

  • Stiramenti progressivi dei muscoli responsabili in particolare lo SCOM, il trapezio superiore e i muscoli che si inseriscono sul temporale. 

  • Stiramenti delle fasce del collo, fascia superficiale e fascia media

  • Posizionare il bambino in posizione di correzione 

  • Stimolazioni attive insegnate ai genitori. 

  • Portare il bambino in fascia ha due vantaggi principali: obbliga il bambino a stare posizionato bene e divarica le anche.

  • Appena possibile, sarebbe meglio portare il bambino voltato in avanti modo che possa guardarsi intorno e stimolare il riflesso oculo-cefalo-giro che sviluppa la relazione tra occhio e colonna cervicale. Evita che il bambino sviluppi una direzione  preferenziale dello sguardo.

  • In caso di plagiocefalia posizionale, evitare l’appoggio sulla zona appiattita usando posizioni diverse. Durante il giorno cambiare spesso la posizione: su un fianco o prono. Quando il bambino è prono monitorarlo costantemente.

  • In caso di atteggiamento preferenziale verso un lato, in posizione supina porre il bambino in modo che giochi, persone e fonti di luce siano dal lato che di solito ignora.

  • Non usare vestiti stretti

  • Eliminare l’uso della sdraietta che costringe il bambino in posizioni inadeguate

  • Limitare l’ovetto per l’auto al tempo strettamente necessario e non tenervi il bambino anche quando non si trova in auto. 

  • In caso di allattamento artificiale fare attenzione a mantenere la giusta posizione e a cambiare spesso il braccio su cui si posiziona il bambino, evitando così di comprimere sempre la stessa zona.

 
 

Molte mamme si rivolgono a ogni tipo di professionista della salute nel disperato tentativo di far dormire il loro neonato per tutta la notte.

Numerosi studi hanno ormai dimostrato che i neonati hanno un ritmo del sonno differente dall’adulto, con cicli di tre ore al massimo e mini risvegli durante la notte. 

Solo verso il terzo anno di vita il bambino inizia ad avere un ritmo simile a quello dell’adulto.

 

Il neonato, dopo nove mesi di contatto continuo ed esclusivo con la mamma, si trova fuori dall’utero e ricerca il calore materno, il contatto e spesso il seno anche durante la notte. Si tratta di un comportamento fisiologico, che ci portiamo dietro dal periodo preistorico, quando il contatto con la madre significava sopravvivenza e il buio nascondeva il pericolo. 

Si tratta di un istinto ancestrale ben radicato nel neonato.

 

Il contatto con la mamma anche durante la notte permette alla donna un riposo meno disturbato e al bambino dà un senso di sicurezza che gli consentirà al momento opportuno di manifestare la propria autonomia. Questa soluzione risolve molti dei cosiddetti problemi notturni del neonato, che problemi in realtà non sono.

 

In alcuni casi invece il neonato si sveglia perché ha dei disturbi, è agitato, piange, gira la testa da un lato, fa smorfie di dolore. In questi casi, in assenza di problemi organici, sarebbe opportuno rivolgersi al Fisioterapista per valutare se il neonato abbia qualche disturbo che può essere alleviato o comunque per ricevere un trattamento di rilassamento muscolare e delle fasce che permetta un migliore stato psico-fisico anche durante il sonno.

L’RGO è un problema funzionale frequente che tocca dal 25% al 47% dei neonati, con manifestazioni variabili che alterano il comportamento del bambino e inquietano i genitori, designa quegli eventi clinici dovuti al passaggio anomalo o ripetuto del contenuto gastrico nell’esofago.

 

Il neonato ha un sistema digestivo competente per la digestione, ma ancora immaturo, soprattutto a livello delle valvole, dopo l’ingestione degli alimenti iniziano sintomi che vanno dal semplice reflusso, fino ad arrivare al rigurgito. Sintomi che comunque rientrano nella fisiologia, anche se infastidiscono parecchio il neonato.

Rappresenta il 1° motivo di consultazione del Terapista Manuale.

 

Entro certi limiti non si tratta di una patologia organica, ma di una disfunzione dovuta a una fisiologica immaturità del Cardias. Ha un’origine multifattoriale, può essere infatti dovuta anche a un punto di irritazione del N.Vago.

Il problema può derivare anche dalla posizione in utero, da un parto difficile o dal torcicollo.

Se non è di tipo organico, il Fisioterapista interviene per alleviare i sintomi, se invece vi sono cause organiche, può completare il trattamento del medico con un intervento non invasivo di rilassamento del tratto digestivo.

 

Non esiste nessuna definizione delle coliche del neonato; non è una malattia, è un sintomo caratterizzato da dolori addominali accompagnati da spasmi. Succedono in serata, possono essere presenti sia nei bambini allattati al seno che nei bambini allattati con il biberon.
Sono frequenti nei neonati fino al 3°, 4° mese, non sono più presenti verso il quinto mese di età. Non sono pericolose, solo stressanti per la mamma.

Il bambino diventa rosso

Piange forte per anche 3, 4 ore ed è inconsolabile

Porta le gambe al petto, a volte agita anche le braccia

E’ più frequente nelle donne al primo figlio.

Anche in questo caso, l’intervento manuale rilassa la muscolatura e permette la liberazione dell’aria accumulata nell’angolo colico e permette al diaframma di assumere una posizione più basso evitando la tensione a livello addominale. 
 

 

Quando parliamo di Rinofaringiti, Otiti e Sinusiti, la Terapia Manuale è molto utile, ma non cura la patologia acuta, lavora sul terreno su cui la patologia nasce. 

I seni sono cavità pneumatiche derivate dalle ossa nasali, alla nascita non sono ancora formati né penumatizzati, eccetto quelli etmoidali. Per questo motivo fino ai cinque anni di età non si può parlare di Sinusite, ma solo di RInofaringite.

Il Rinofaringe è situato alla base del cranio, dietro lo scheletro della faccia, interviene nella respirazione, nella fonazione e soprattutto nella ventilazione dell'orecchio medio tramite la tuba uditiva. La parete superiore è costituita dalla faccia inferiore dello sfenoide. 

La Tromba di Eustacchio, nel bambino rispetto all’adulto, è più orizzontale, quindi il liquido ristagna —> un raffreddore nel bambino dura più che nell’adulto. 

Aggiungendo poi che l’adulto è in grado di soffiare il naso.

 

Il ruolo della Terapia Manuale è quello di permettere lo svuotamento delle zone dove dovrebbe esserci aria e invece si è formato il liquido.

Le narici dei neonati e dei bambini piccoli tendono più facilmente a collabire perché la resistenza all’aria è di 3-4 volte inferiore a quella dell’adulto. 

Il naso, così come il cranio, del neonato è come un puzzle, un’insieme di ossa unite i cui rapporti possono essere alterati da: nascita, cadute e urti.

 

La rinofaringite nel bambino viene anche chiamata raffreddore ed è frequente tra i 6 mesi ed i 6 anni d’età, può essere di tipo virale o batterico e può dare complicazioni migrando in direzione dell’orecchio - otite - o verso l’occhio - congiuntivite.

 

E’ rara nel neonato, più frequente nel bambino piccolo che inizia a socializzare coi coetanei, dai cinque anni in su si inizia a parlare di Sinusite.

La Terapia Manuale lavora attraverso il drenaggio dei liquidi sia nelle strutture interessate che a distanza.

Migliora la pervietà delle vie aeree ed ha effetti benefici anche sull’asma, grazie al miglioramento della cinetica del rachide e costale e all’eliminazione delle tensioni muscolo-fasciali nella regione cervico-toracica.

 

Alla nascita le ossa temporali sono fortemente sollecitate durante l'impegno del bambino nello stretto superiore e durante l’asinclitismo della testa (strain laterale). I meccanismi suturali non sono sviluppati nei bambini e permettono l'adeguamento alla nascita nei limiti delle possibilità membranose e degli scivolamenti “ossei”. 

Se da un lato il bambino ha una compressione maggiore, l’osso temporale scivola in una posizione non fisiologica, creando il terreno ideale per otiti ricorrenti poiché favorisce il ristagno dei liquidi.

LAVORIAMO SUL TERRENO DI SVILUPPO DELL’OTITE

 

IN FASE NON ACUTA

 

PER EVITARE LE RECIDIVE

 
 
 

Durante la gravidanza, è frequente che compaiano disturbi funzionali di tipo:

meccanico -  dolori coccigei, alla colonna vertebrale con irradiazioni al nervo sciatico;

gastrointestinale - nausea, vomito, reflusso, bruciore di stomaco, digestione difficile;

uro-ginecologico - sensazioni di pesantezza nella pelvi;

ostetrico -  presentazioni difficili ( posizione podalica, trasversale), contrazioni premature o spasmi uterini.

Tutte queste disfunzioni possono essere trattate e migliorate da sessioni regolari di terapia manuale durante la gravidanza. 

Normalmente si consiglia una seduta mensile a  partire dal terzo mese di gravidanza.

Il trattamento in gravidanza permette:

    •    il miglioramento della funzione respiratoria polmonare e tissutale

    •    il miglioramento della circolazione, evitando gonfiore e stasi linfatica

    •    una migliore funzionalità viscerale della madre, eliminando eventuali pressioni e fissazioni dei

         visceri dovute all'espansione dell'utero

    •    una migliore relazione madre-bambino

    •    una migliore distribuzione delle pressioni sul feto

Migliorando questi fattori contribuisce anche a una migliore gestione dello stress fisico ed emotivo: liberando le tensioni nei tessuti, favorendo un corretto scambio sanguigno e quindi anche ormonale, eliminando i prodotti di scarto e permettendo così che i tessuti siano più elastici, adattandosi meglio ai cambiamenti di tensione ed alle modificazioni delle pressioni addominali legate alla gravidanza.

Il parto coinvolge diversi muscoli della zona addominale, bacino e pavimento pelvico che, se adeguatamente preparati favoriscono un parto naturale e meno doloroso, nonché evitare lombalgie e dolori muscolo-scheletrici alla mamma.

Durante la gravidanza è importante una ginnastica costante per predisporre il corpo alle modificazioni che essa comporta e renderlo pronto a tornare alla sua struttura precedente, evitando scompensi posturali sia durante che dopo la gravidanza. 

Una costante ed attenta attività rafforza i muscoli e migliora la elasticità delle articolazioni, facilitando le fasi che porteranno la gestante verso il parto e predisponendo il suo fisico a riacquistare la linea iniziale.

Esercizi fisici corretti e seguiti da un professionista predispongono il corpo al momento del travaglio migliorandone il benessere e, attraverso il rilascio delle endorfine, predisporre positivamente la mente e l’anima all’emozionante evento del parto per viverlo in maniera attiva e con consapevolezza.

Altro aspetto importante che il Fisioterapista può aiutare a gestire è il controllo del respiro.

La liberazione del bacino e di tutte le articolazioni della colonna vertebrale, è importantissima a prescindere da eventuali traumi passati della mamma. La libertà di queste articolazioni contribuisce enormemente al benessere di madre e bambino rendendo più fluido e accogliente il corpo materno durante la gravidanza, oltre naturalmente ad agevolare il parto.

 
 
  • Prevenire l’incontinenza durante e dopo la gravidanza

  • Imparare come contrarre e rilassare i muscoli del pavimento pelvico evitando così episiotomie e prolasso

  • Imparare un automassaggio superficiale e profondo dei muscoli trasversali

  • Diminuire il peso del bambino sul tessuto perinatale

 

E’ POSSIBILE

La Terapia Manuale può aiutare la futura mamma anche in questa delicata problematica che troppo spesso viene taciuta o passata in secondo piano, ma crea grossi disagi ed è prevenibile.

Il fisioterapista mobilizza le strutture del bacino ed elimina eventuali tensioni per permettere un corretto posizionamento della testa del bambino, insegna alla mamma esercizi di controllo e rinforzo dei muscoli perineali.