Disturbi ATM

articolazione temporo-mandibolare

Rachialgia

 

Con il termine rachialgia si indica genericamente la presenza di dolore in sede del rachide, ossia della colonna vertebrale. Andando nello specifico si può parlare di cervicalgia quando interessa la parte cervicale della colonna, dorsalgia (dorso) , lombalgia (parte lombare) ecc. Tali manifestazioni algiche possono interessare anche distretti nervosi con irritazione o compressione di radici con conseguenti cervico-brachialgie, lombo-sciatalgie o cruralgie. Le cause possono essere di tipo posturale (tenuta prolungata di posizioni dovute ad esempio ad attività lavorativa), malformative (spondilolistesi), dismorfiche(scoliosi,cifosi, iperlordosi), degenerative (artrosi, osteoporosi, presenza di protusioni o ernie dovute a rottura o degenerazione dell’anulus fibroso vertebrale).

 

Dolore

 

Il dolore è stato definito "esperienza spiacevole, sensitiva ed emotiva, attribuita a o descritta come danno tissutale". La percezione del dolore è uno dei sistemi di difesa sviluppati dagli esseri viventi per la sopravvivenza e l'allontanamento degli stimoli pericolosi.

Il dolore puo' essere strettamente locale ed esprime il danno diretto della colonna vertebrale, per lo stiramento dei legamenti, la deformazione del disco intervertebrale, le sollecitazioni sul piatto discale e la contrazione muscolare o può essere di tipo radicolare quando sono interessate le strutture nervose all'interno della colonna vertebrale. In questo caso si tratta spesso di un'ernia del disco o di un osteofita (un becco osseo) che premono sul nervo facendo si che il dolore si estenda dal rachide nel territorio di innervazione di un determinato nervo, come avviene per la sciatica o le cervicobrachialgie. 

Un’altra classificazione divide il dolore  in acuto (quando è legato ad una condizione di stress fisico strutturale recente) e cronico (quando è legato ad un quadro degenerativo più stabilizzato e presente da più tempo).

 

Trattamento non invasivo delle rachialgie

 

Ogni seduta inizia sempre con un’accurata anamnesi in cui vengono dettagliatamente rilevate tutte le informazioni che possono risultare utili in sede di trattamento. Ciò ci permette di conoscere il paziente nella sua globalità quindi non solo da un punto di vista sanitario ma andando ad indagare anche su quelle che possono essere concause all’insorgenza delle manifestazioni algiche (attività lavorativa, sportiva, hobby, altre abitudini). Una valutazione globale deve necessariamente passare  attraverso un’attenta analisi della postura e della deambulazione. Si passa successivamente ad un approccio valutativo più dettagliato, che prevede l’utilizzo di test fisioterapici e osteopatici al fine di determinare le possibili cause che potrebbero anche non essere legate necessariamente al distretto algico interessato.

 

Il trattamento M.I.R. (Metodiche Integrate in Riabilitazione) prevede l’utilizzo di svariate metodiche sia manuali che strumentali.

 

A livello manuale si possono applicare:

  • Terapia Manuale Osteopatica

  • Tecniche MET (Muscle Energy Therapy)

  • Trattamento dei Trigger Points

  • Tecniche di tonolisi o Fascial Release

  • Trattamento mio-fasciale

  • Massoterapia classica

  • MTP (Massaggio Trasverso Profondo)

  • Kinesiotaping

 

A livello strumentale trovano elezione l’applicazione di:

  • Tecarterapia

  • Laserterapia

  • Ultrasuoni

  • T.E.N.S.

  • Magnetoterapia

  • Stimolatore elettromagnetico della microcircolazione (soprattutto nelle cronicità)

 

Il programma viene completato da sedute di:

  • Rieducazione posturale globale

  • Educazione terapeutica al movimento

 

A fine di ogni seduta vengono forniti al paziente consigli da seguire e pochi e semplici esercizi da effettuare a domicilio  per mantenere e incrementare i risultati ottenuti.

 

Viene inoltre valutata e consigliata l’eventuale adozione di ausili o ortesi (fasce, collarini, adozione di cuscini ergonomici) che potrebbero ulteriormente ridurre lo stress strutturale durante le normali attività di vita quotidiana.